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giovedì 8 marzo 2018

CRONACA DI UNA DOMENICA IN SPIAGGIA

di Jacopo C.


Domenica 4 marzo: giorno di elezioni, ma anche di pesca. Sono le 9.00 del mattino, prendo il mio fedele compagno di pesca Alessandro, e poi via…direzione Lavinio.
Dopo esserci sistemati a casa, aver ritirato le esche e aver ultimato gli ultimi preparativi, scendiamo in spiaggia.


Arriva anche Andrea e iniziamo subito a scrutare il mare; lo scenario che ci si presenta davanti è spettacolare: nonostante il cielo minaccioso, il mare è in scaduta, l’acqua è abbastanza limpida e c’è un leggero scirocco che tiene vivo un mare che frange nei primi 50-60 metri e presenta un’onda lunga nella fascia più esterna.





Una grande buca si presenta subito dietro lo scalino di risacca, mentre un lungo  canalone parallelo sui 60/70 metri si estende parallelamente alla costa.
Sono le 13.00, avremo la bassa marea nel pomeriggio e l’alta intorno alle 23.00.
Senza perdere tempo, armo subito due canne: la prima è una tre pezzi che pescherà subito dietro lo scalino di risacca in mezzo alla turbolenza: nel mulinello c’è uno 0.40 diretto, trave dello 0.60 con due braccioli, quello sopra al piombo dello 0.23 con un amo del 6 innescato con un verme, quello sotto dello 0.25 con un amo aberdeen del 4 e come esca un cannolicchio.

La seconda canna è una ripartita che pescherà nel canalone, e vista l’assenza di corrente forte, scelgo un minitrave autocostruito con un lungo bracciolo dello 0.22, in nylon, e un amo del numero 5, che verrà innescato con arenicola, americano o cannolicchio.

Per star certo di stare in pesca alla distanza giusta, nel mulinello c’è uno 0.23, che mi assicura distanza e sicurezza in queste condizioni.

Appena terminiamo di montare inizia a scendere una fitta pioggia che non ci abbandonerà più, salvo per un paio d’ore.

Metto a riparo la mia attrezzatura, e mentre sto mangiando una pizzetta, Alessandro mi chiama in facendomi cenno di una mangiata sulla mia canna a corta distanza; siccome avevo il boccone in bocca, finisco di mangiare con calma e poi vado a recuperare. Allamata c’è una piccola spigola intorno ai 3 etti che ha ingoiato un cannolicchio. Provo a rilasciarla, ma non si riprende, quindi va dritta nel secchio.


Trascorre forse mezz’ora ed ecco che con il pelo dell’occhio, mentre stavo discutendo con Andrea su strategie e montature varie, vedo dei movimenti strani sulla vetta della canna lanciata più fuori.
Recupero e trovo il cannolicchio che avevo legato con molto filo elastico praticamente distrutto; sento il filo appena sopra l’amo e non è rovinato dai granchi: a mangiare, è stato sicuramente un pesce, probabilmente un grufolatore.
Per rientrare subito in pesca, prendo un americano gigantesco e lo divido in due, innescando la parte della coda e lasciando ovviamente la punta dell’amo.
Lancio e rimango vicino la canna: passano forse 3 minuti ed ecco che noto delle mangiate sulla vetta: molto timide ed intervallate; appena il cimino si rianima, prendo la canna in mano e ferro…sento delle testate strane, miste a fughe e opposizioni; la prima sensazione che ho avuto è stata quella di aver agganciato un’orata viste le tocche timide.
E invece dopo un recupero molto strano, spiaggia un magnifico sarago reale di oltre 500 grammi, una cattura inaspettata visto il luogo in cui mi trovo.


Jacopo

Sempre l’inizio di una serata memorabile e invece, forse per il mare che si calmerà completamente nel giro di un’ora, forse per il vento proveniente dai quadranti settentrionali, SICURAMENTE PER DELLE RETI CALATE ILLEGALMENTE DA UN MATTINO, la notte e l’alta marea ci regalano solo un gronco catturato da Alessio di Ciommo e una micro marmora catturata da me al cambioluce.








A mezzanotte,  stanchissimo e zuppo per la pioggia, decido di ritirarmi. La battuta insomma ha regalato emozioni soprattutto in diurna e con l’alta marea. Nonostante la delusione per le ore in notturna da cui mi aspettavo molto di più, rientro a casa molto soddisfatto per le mie 2 catture; ma soprattutto felicissimo per aver trascorso una giornata al mare in compagnia dei miei amici che hanno reso indimenticabile la giornata con tante risate e ancora più bella visto che non andavo a pesca da due mesi esatti.
Insomma l’importante è stare bene e in compagnia, poi se catturiamo anche dei pesci meglio ancora, ma non  è la priorità.
Spero di aver offerto qualche spunto di riflessione e di esservi riuscito a trasmettere tutte mie emozioni. 


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